Home Page Cenni storici Palazzo Miceli L' Occitano San Sisto oggi
L’ Associazione Culturale Femminile S. Sisto dei Valdesi

Eventi

Museo

 Museo valdese e dell’arte contadina “Scipione Lentolo”

   Il museo è stato concepito e allestito sulla base di criteri non proprio scientifici. Si è operato per verosimiglianza tramite la riproduzione di ambienti domestici che rievocano lo stile di vita dei contadini “di un tempo”. Il concetto temporale, qui, non trova una circoscrizione precisa e necessariamente riconducibile agli anni in cui i valdesi vissero e lavorarono a San Sisto.  Nell’opera di ricostruzione ci si è basate sulla lettura e l’interpretazione della documentazione storica e sulla tradizione orale. Si è ragionato in termini di pertinenza credibile ma non assolutamente certa. Tuttavia, il lavoro che ne è conseguito è degno di grande attenzione e meritevole di plauso.Nel pratico: il museo si divide in tre ambienti principali.

Taglio del nastro: La nascita del Museo

 

 Il primo “riproduce” una vecchia cucina: un tavolo antico, utensili d’ogni sorta e pannelli descrittivi fanno luce sul vecchio modo di vivere la cucina e preparare vivande.  I reperti esposti, in questa come nelle altre stanze, sono originali. Non valdesi (è chiaro) ma di eguale dignità rappresentativa. Segue, immediatamente attigua, la “rappresentazione” della stanza da letto. Anche qui campeggiano oggetti antichi e pannelli illustrativi. Immediatamente successiva, adiacente alla stanza da letto, è la sala che accoglie l’Erbario (una sorta d’appendice al museo): piante officinali e aromatiche, qui, sono state raccolte e classificate. E’ indubbio che i valdesi ne facessero un ricorrente utilizzo. Non è escluso che la natura delle piante utilizzate un tempo, nel corso dei secoli, sia variata di poco. Al piano inferiore, in un ambiente raggiungibile tramite le scale, sono collocati i reperti che rievocano l’eccidio, dunque la morte dei valdesi. Qui stanno, debitamente protette da un’enorme teca, le ossa ritrovate tempo fa. Raccolti ed analizzati dal Cnr di Mangone, tali reperti ossei vengono attribuiti, con buona certezza, ai valdesi dell’eccidio sansistese. Nella stessa sala sono conservati due anelli antichi: uno prezioso per manifattura e materiale, l’altro, seppure di maggiori dimensioni, risulta essere di minor pregio artigianale (la consulenza ci è stata offerta da un orafo attendibile e capace). E’ sempre qui che si trovano esposti documenti dell’archivio Vaticano e di quello di Napoli: si tratta degli originali che narrano dell’eccidio. Qui stanno anche i quadri di Francesco e Sergio Tutino che su tela hanno impresso i luoghi storici di San Sisto. Nello stesso ambiente trovano collocazione gli strumenti agricoli utili alla lavorazione dei campi ed i costumi valdesi che l’Associazione ha fatto confezionare da sarte locali sulla base di quelli visti in altri luoghi d’appartenenza valdese. Ovunque, in tutta questa parte di Palazzo Miceli dedicata al museo, sono esposti pannelli descrittivi utili a riassumere la storia valdese di San Sisto nelle sue parti più cruciali e significative.

Beatrice Anna Perrotta

 

 

La sezione del Museo dedicata

all'esposizione di utensili e arredo.

Riproduzione di una stanza da letto dell'epoca.

   

La sezione del Museo dedicata all'erbario.

Riproduzione scenica del rogo.
   
Attrezzi da lavoro. I documenti che attestano la storia valdese di San Sisto.
   
La sezione del Museo dedicata all'esposizione di vari reperti e di opere pittoriche rappresentanti San Sisto.
 

Complesso ligneo raffigurante l'eccidio.

Commissionato dalla Comunità Montana "Media Valle Crati" e patrocinato dalla B.C.C. di San Vincenzo La Costa.

 

Torna su


 

Beatrice Anna Perrotta

Come contattarci:  cell. 334/1248495-tel.0984/936064 - email info@sansistodeivaldesi.it

Web Master - Maurizio ACETO